Solitario Tripeaks: come si gioca


Fin dai primi anni Novanta, la Microsoft rilascia – in dotazione al sistema operativo Windows – un pacchetto di giochi (“Patiente and casual games”, ossia “Solitario e giochi casuali”) che include anche numerosi solitari a carte francesi. Negli anni a seguire, l’evoluzione di questo tipo di applicazioni è andata avanti, grazie allo sviluppo di apposite app come quella di Digitalmoka, che consente di fare solitari di carte online anche su dispositivi mobili. Tra i tanti oggi disponibili su vari device vi è anche il “Three Peaks”, la cui peculiarità è quella di non appartenere alla tradizione dei più famosi solitari europei (risalenti quasi tutti all’Ottocento) ma di essere nato direttamente come software per computer alla fine degli anni Ottanta. In questo approfondimento, vediamo quali sono le regole che lo caratterizzano e lo svolgimento da seguire per provare a risolverlo.

Cos’è Tripeaks o Three Peaks

Il “Three peaks” (parzialmente italianizzato in “Tripeaks” o “Tri peaks”), talvolta indicato anche come “Tri Towers” o “Triple Peaks”, è un solitario che si gioca con un mazzo francese da 52 carte. Come accennato, questo gioco è estremamente giovane rispetto ad altri dello stesso genere; è stato infatti inventato da Robert Hogue nel 1989. La versione originale venne rilasciata all’interno del Windows Entertainment Pack 3 all’inizio degli anni Novanta (il pacchetto Patiente & casual games è disponibile dal 1990); successivamente il gioco fu incluso nella dotazione standard della Microsoft Solitaire Collection. Il nome “Three Peaks” fa riferimento alla sistemazione iniziale delle carte sul tableau, che prevede la creazione di tre piramidi (che, a loro volta, formano uno schema a ‘tre picchi’), costituite da tre file di carte coperte e una, alla base, da carte scoperte (da questo punto di vista, il gioco richiama un altro solitario molto famoso, il Pyramid). Hogue, in realtà, aveva previsto anche delle configurazioni alternative a quella a ‘tre picchi’, con la possibilità di introdurre regole specifiche da applicare ad eventuali varianti; ragion per cui, nel corso degli anni, il solitario ha subito una notevole evoluzione, trasformandosi in giochi molto diversi da quello originario.

Come si gioca

Nella sua versione di base, questo solitario presenta regole molto semplici; ciò nonostante, le probabilità di successo non solo particolarmente alte, dal momento che il risultato finale dipende in buona sostanza dalla randomizzazione del mazzo e dall’ordine con cui le carte sono disposte all’interno del mazzo. Dopo aver mescolato il mazzo, il giocatore dispone le carte sul tavolo in questo modo:
  • Tre singole carte coperte nella parte alta del tableau, debitamente distanziate tra loro, a formare i ‘tre picchi’;
  • Due carte coperte sotto ciascuno dei tre ‘picchi’, leggermente sovrapposte alla carta in cima;
  • Tre carte coperte, e leggermente sovrapposte a quelle della fila precedente;
  • Quattro carte scoperte alla base di ciascuna delle tre piramidi create con le carte coperte.
Il resto del mazzo forma il tallone, da collocare alla base del tableau. Il gioco comincia con il giocatore che scopre una carta dal tallone; questa va posta, scoperta, sul tavolo: costituirà la base del pozzetto ‘di scarto’ nel quale spostare le carte disposte nel tableau. È possibile spostare una carta dal tableau al pozzetto quando essa ha un valore numerale superiore o inferiore di una unità rispetto a quello della carta in cima al pozzetto di scarto. Lo spostamento non tiene conto dei semi delle carte ma soltanto del valore numerale; in base a tale principio, quindi, è possibile collocare un 9 di Quadri su un 8 di Picche o un 10 di Fiori; ciò che conta è che la differenza tra la carta in cima al pozzetto e quella presa dal tableau sia pari a uno. Se in cima al pozzetto di scarto c’è un Re (K), il giocatore può spostare una Regina (Q) oppure un Asso; allo stesso modo, sopra un Asso, è possibile collocare un 2 o un Re. Le carte possono essere spostate una per volta. Il solitario ha iniziato con il giocatore che gira la carta sulla quale fondare il pozzetto di scarto; dopodiché, procede come segue:
  • Sposta nel pozzetto di scarto tutte le carte immediatamente giocabili, a partire da quelle scoperte che si trovano nella fila più in basso dello schema a ‘tre picchi’;
  • Quando una carta viene spostata nel pozzetto, quella della fila precedente (alla quale era leggermente sovrapposta) diventa ‘aperta’, e quindi può essere capovolta per essere giocata;
  • Scopre le carte ‘aperte’ e, se possibile, le gioca spostandole nel pozzetto di scarto;
  • Quando non è possibile scartare alcuna carta scoperta dal tableau, il giocatore gira la carta in cima al tallone e la colloca sopra il pozzetto di scarto;
  • Se possibile, riprende a scartare le carte dal tableau come in precedenza e prosegue fin quando gli spostamenti sono possibili e il tallone non si è esaurito.

Obiettivo del gioco

L’obiettivo del gioco è quello di spostare tutte le carte dal tableau al pozzetto di scarto, rispettando le regole di scarto. Il solitario è riuscito quando il giocatore riesce a giocare tutte le carte presenti inizialmente sul tavolo; di contro, se sul tableau restano alcune carte e non è possibile spostarle in alcun modo – anche servendosi di quelle attinte dal tallone – il gioco non può essere risolto.

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