Solitario piramide, cos’è e come gioca a Pyramid

I solitari sono giochi di carte, generalmente non molto complessi, da fare da soli. Richiedono anzitutto una buona dose di fortuna, una combinazione propizia delle carte e talvolta la giusta dose di strategia, specie quelli che prevedono regole variabili per lo spostamento o il riposizionamento delle carte. Uno dei solitari più famosi in assoluto è il “solitario piramide”; si può fare con un qualsiasi mazzo regionale italiano da 40 carte oppure si può giocare online, tramite l’app di Digitalmoka. Di seguito, vediamo di cosa si tratta e come si gioca.

Solitario piramide: cos’è

Noto anche come “Pyramid”, “King Tut” e “Tut’s Tomb”, il solitario piramide è tra i giochi di carte più famosi nel suo genere. Il principio di base è piuttosto semplice ma, al contempo, la riuscita del solitario è tutt’altro che scontata, dal momento che dipende in buona parte dall’ordine in cui le carte escono dal mazzo. Il nome del gioco deriva dal fatto che, inizialmente, le carte vengono disposte sul tavolo in maniera tale da formare una piramide che il giocatore deve progressivamente ‘demolire’, accantonando tutte quelle presenti sul tavolo, anche al di fuori della piramide stessa. Per quanto riguarda il meccanismo di svolgimento, il Pyramid ricorda vagamente il “solitario di Napoleone”, seppur con sostanziali differenze; nel complesso risulta piuttosto semplice da eseguire, in quanto non richiede particolari doti strategiche o mnemoniche a differenza, ad esempio, del Klondike dove vi è più spazio per una gestione strategica delle mosse.

Quali sono le regole?

Dopo averle mescolate, le carte vanno disposte sul tavolo per formare una piramide. In cima viene posta una sola carta; le altre vengono disposte lungo sei file, aggiungendo per ogni fila una carta in più rispetto alla precedente; di conseguenza, la formazione della piramide prevede:

  • Due carte in seconda fila;
  • Tre carte in terza fila;
  • Quattro carte in quarta fila;
  • Cinque carte in quinta fila;
  • Sei carte in sesta fila.

Le carte delle prime cinque file vengono posto sul tavolo coperte mentre quelle della sesta e ultima fila sono scoperte. Pertanto, la piramide risulterà formata da ventuno carte (quindici coperte e sei scoperte); le restanti vanno messe da parte e costituiscono il tallone. Le carte di ogni fila ‘coprono’ parzialmente – per circa metà della lunghezza – quelle della fila posta più in alto; questo dettaglio è importante perché quando una carta coperta è sovrapposta ad un’altra, quest’ultima è vincolata e non può essere scoperta.

È possibile utilizzare anche un mazzo francese da 52 carte, togliendo però i jolly. Le file da formare sono sette anziché sei e le carte vengono accoppiate e scartate quando la loro somma è pari a 13. Per il resto, il gioco si svolge allo stesso modo.

L’obiettivo del gioco pyramid è scartare tutte le carte, sia quelle della piramide che del tallone, accoppiandole in maniera tale che la loro somma sia pari a dieci. A tal proposito, solo le carte non coperte da un’altra sovrapposta – considerate “libere” – si possono girare, accoppiare e, successivamente, scartare. 

Una volta terminata la disposizione delle carte sul tavolo, si può cominciare a giocare. È possibile accoppiare fin da subito le carte della sesta e ultima fila, quelle scoperte. Nel caso in cui tra queste vi siano due la cui somma è pari a dieci, si scartano e si dispongono a lato della piramide a faccia in su; naturalmente, si scartano subito i Re, il cui valore numerale è pari a dieci (nei mazzi da 40) e quindi non possono essere accoppiati a nessun’altra carta. 

Se, dopo aver effettuato tutti gli accoppiamenti possibili con le carte della sesta fila è possibile girare anche una carta della fila successiva, si valuta se quest’ultima può essere a sua volta accoppiata e scartata con un’altra. A questo punto, generalmente, entra in gioco il tallone formato dalle carte non utilizzate per formare la piramide.

Come usare il mazzo

Quando tutte le possibilità di accoppiare e scartare le carte si sono esaurite, è possibile girare una carta dal tallone. Dopodiché, si hanno due possibilità:

  • Accoppiarla ad un’altra carta della piramide, per poi scartarle entrambe;
  • Se non è possibile accoppiarla con alcun’altra carta, va messa nel ‘pozzo’ a faccia in su.

Il gioco, quindi, prosegue così: ogni qual volta non si può accoppiare una carta dalla piramide, se ne gira una dal tallone. Questa, a sua volta, si può accoppiare o sovrapporre alle altre del pozzo. Per formare gli accoppiamenti è possibile attingere sia al tallone, girando una carta per volta, sia al pozzo, utilizzando la carta che si trova in cima allo stesso. In aggiunta, è possibile accoppiare e poi scartare la nuova carta (girata dal tallone) abbinata alla carta che si trova in cima al pozzo.

Quando le carte del tallone si sono esaurite, e la piramide non è stata ancora ‘abbattuta’ del tutto, le regole del gioco consentono di mescolare le carte del pozzo una sola volta. In tal modo, si crea un nuovo tallone e il gioco può riprendere, secondo le medesime regole. Per aumentare la difficoltà del solitario, è anche possibile riprendere il gioco senza mescolare il pozzo la sola volta in cui è consentito.

Il solitario riesce quando vengono scartate tutte le carte della piramide, del tallone e del pozzo; di contro, non riesce quando non è possibile fare ulteriori accoppiamenti con le carte rimaste sul tavolo, nel tallone e nel pozzo (e non è più possibile rimescolare quest’ultimo).

Consigli per giocare

Non ci sono particolari trucchi da utilizzare quando si fa un solitario piramide; il consiglio è di mescolare bene il mazzo, specie se è stato precedentemente utilizzato per giocare ad un gioco di presa (tipo Scopa o Briscola), così da dividere le carte che hanno valori numerali simili. Per il resto, basta disporre le carte con cura sul tavolo e tenere ben separato il tallone dal pozzo e accantonare le carte accoppiate nell’angolo in alto a destra rispetto alla piramide, così da non creare confusione.

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