Memorizzare le carte a scopa, briscola e altri giochi: come fare

I giochi di carte richiedono, oltre ad una discreta dose di fortuna, anche delle buone capacità di memoria; l’abilità di memorizzare le carte, infatti, può risultare spesso decisiva per aggiudicarsi una mano o l’intera partita. In tal modo è possibile valutare in maniera più accurata la strategia di gioco da adottare, sia giocando da soli che in coppia in una partita a squadre. Naturalmente, quando si parla di memorizzare carte, si fa riferimento ad una tecnica puramente mnemonica, che non prevede il ricorso a supporto analogici o digitali; in altre parole, provare a ricordare le carte a mente è perfettamente lecito (seppur difficile) mentre appuntare su un taccuino o sul cellulare quelle già uscite dal mazzo o dal tallone non è concesso in alcun tipo di gioco.  Memorizzare le carte può sembrare complesso ma, con l’ausilio di una tecnica ben precisa e una buona dose di allenamento, si può migliorare notevolmente la propria capacità di memoria. In questo articolo, vediamo come ricordare le carte a scopa, a briscola e molti altri giochi.
  • Scegliere un metodo
Memorizzare un mazzo da 40 o da 52 carte non è semplice ma neanche impossibile. Ciò che conta è, anzitutto, avere un metodo da seguire o una tecnica da applicare. Provare semplicemente a ricordare tutte le carte del mazzo improvvisando può risultare molto complicato e ben poco efficace. Con un approccio metodico, invece, servono tempo e fatica ma i risultati, specie se combinati con la pratica e l’esercizio, prima o poi arriveranno; di contro, procedendo a caso è probabile che, malgrado gli sforzi, i risultati siano praticamente nulli: le difficoltà di memorizzazione resteranno e ricordare le carte sarà sempre molto complicato e faticoso.
  • La “tecnica dei loci”
Nota fin dai tempi di Cicerone (e per questo chiamata anche “tecnica della stanza romana”), è una tecnica di tipo associativo, che si basa sulla creazione di collegamenti arbitrari tra dati e informazioni e una serie di immagini. Queste ultime servono a fissare il pensiero (ossia il dato che si vuole ricordare) mentre i “loci” (“luoghi”) servono a fissare un ordine. Quando applicata alla memorizzazione delle carte da gioco, questa tecnica prevede anzitutto di associare a ciascuna carta un’immagine o un personaggio facili da ricordare. I quattro assi, ad esempio, possono essere visti come quattro sportivi famosi, in quanto ‘assi’ nella propria disciplina; inoltre, è possibile giocare sull’assonanza o sull’affinità visiva tra la carta e un’immagine (o un personaggio famoso). Questo processo di codifica va abbinato alla tecnica PAO (persona/azione/oggetto), grazie alla quale un tris di carte può essere ‘interpretato’ come una persona che compie una determinata azione utilizzando un oggetto. Più in generale, è bene ‘standardizzare’ le immagini in relazione al seme, senza rinunciare ad un po’ di creatività; ai Denari, ad esempio, si possono associare persone ricche o avide mentre alle Coppe è possibile ricondurre vittorie, trofei e simili. Ciascuna delle immagini associate alle singole carte va poi collocata in una serie di ‘loci’, ossia luoghi immaginari in cui si svolge una ‘azione’. In concreto, mentre si memorizza il mazzo, si girano tre carte: per ricordarle, si crea una sorta di scena in cui interagiscano i personaggi e gli oggetti utilizzati per codificare mnemonicamente la sequenza di carte.
  • La codificazione di Leibniz
Questa tecnica di memorizzazione si basa anzitutto su due semplici regole: passare dal semplice al complesso e dallo sconosciuto al conosciuto. Nello specifico, si tratta di convertire un’informazione difficile da ricordare in una semplice da memorizzare, associando ad un dato sconosciuto uno già conosciuto. La somma di questi due procedimenti è, appunto, la codificazione; nel caso dei mazzi di carte, consiste generalmente nell’associare ciascuna carta ad un’immagine o ad un suono che risulti più semplice da tenere a mente; questa tecnica garantisce ottimi risultati solo se applicata secondo una rigida standardizzazione, ossia utilizzando lo stesso metodo (e gli stessi principi) per tutto il mazzo. Nel caso specifico della codificazione alfanumerica, utilizzata da Leibniz, bisogna procedere come segue:
  • Assegnare alle carte di ogni seme un valore numerale all’interno di una decina. Così facendo, se l’asso di Denari è 1, il re sarà 10. Per un altro seme, poniamo sia quello di Spade, i valori numerali da assegnare possono andare da 11 a 20, così che il re di Spade corrisponda al numero 20; le carte degli altri semi saranno associate ai numerali da 21 a 30 e da 31 a 40; la scelta è puramente soggettiva;
  • Associare ad ogni valore numerico un suono consonantico, secondo lo schema alfanumerico di Liebniz;
  • Imparare il ‘codice’ assegnato a ciascuna carta in base a questo sistema.
Per meglio comprendere il meccanismo di base, è bene tener presente che, secondo la codificazione alfanumerica di Liebniz, le associazioni numero-suono sono le seguenti:
  • 1: dentale (T o D);
  • 2: nasale (N, GN);
  • 3: nasale bilabiale o mugolante (M)
  • 4: vibrante (R);
  • 5: liquido (L o GL);
  • 6: palatale (C e G come in “ciao” o “gelato”);
  • 7: occlusiva (C e G come in “cane” e “gatto”);
  • 8: labiodentale (F e V);
  • 9: dentale (P e B);
  • 0 (o 10): sibilante (S, SC, Z).
In base a quanto evidenziato fin qui, vediamo dal punto di vista pratico come applicare la codificazione. Prendiamo ad esempio una carta che abbiano associato al numero 25, ossia il 5 di un qualsiasi seme; la carta dovrà essere collegata a due suoni consonantici, uno nasale (2) e uno liquido (5). Pertanto, il 5 di Coppe, ad esempio, può essere associato alla parola “NiLo”, che rappresenta un’informazione più semplice da ricordare rispetto a “cinque di coppe”. Altro esempio: carta numero 33, ovvero il 3 di un seme a nostra scelta (poniamo sia Bastoni): in tal caso, lo si associa a due bilabiali (M-M) poiché le due cifre sono uguali. Quindi, quella carta corrisponde ad una parola tipo “MiMo”. Queste associazioni arbitrarie vanno memorizzate per tutte e quaranta le carte, attraverso la pratica e l’esercizio costanti. Questa e la tecnica dei loci si possono usare con qualsiasi mazzo, sia quelli a semi francesi che ai regionali italiani; le strategia di memorizzazione possono essere ‘testate’ anche giocando a scopa online, oppure a briscola online, utilizzando l’app di Digitalmoka.

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