Carte salzburger, la storia e le caratteristiche di queste carte

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Le carte salzburger (letteralmente “salisburghesi” o carte austriache) rappresentano l’unico mazzo regionale usato in Italia a semi tedeschi. Vengono utilizzate soprattutto in Austria, in Baviera e in Liechtenstein ma sono diffuse anche in Alto Adige, nelle regioni del Tirolo e della Ladinia, dove vengono utilizzate per alcuni giochi tipici delle valli alpine a cavallo tra Italia, Austria e Germania.

Storia delle carte salisburghesi

Le origini delle carte salzburger affondano le proprie radici nei mazzi tedeschi di metà Ottocento; il Salzburger Bild (ossia il mazzo di Salisburgo), deriva dalle carte bavaresi e tirolesi antiche; queste ultime, a loro volta, discendono dal cosiddetto “mazzo di Augsburg”. Il mazzo salisburghese venne prodotto a partire dal 1850 circa, con le spade degli Unter e degli Ober dritte, mentre nei mazzi moderni hanno le lame curve; questa modifica del disegno risale alla metà degli anni Ottanta del 19° secolo e fu introdotta, con tutta probabilità, da una fabbrica viennese, la Titze&Schinkay. Prima dell’annessione della provincia di Bolzano all’Italia, il bollo veniva apposto sull’8 di campanelli; dopo il 1862, la marca avrebbe dovuto essere apposta sull’asso di cuori o di denari ma, poiché nel mazzo salzburger gli assi non sono presenti, si decise di lasciare il contrassegno nella sua posizione originaria fino al 1972. A partire dal 1860 circa, le carte salisburghesi cominciarono ad essere vendute anche in Tirolo, dove si diffusero in luogo di quelle tirolesi, per poi imporsi anche in area altoatesina, dove sono utilizzate ancora oggi. Inizialmente, il mazzo contava 36 carte ma, a partire dagli anni Ottanta, vennero aggiunti quattro numerali per stampare una versione da 40 carte, usata solo in Italia.

Caratteristiche delle carte salzburger

Noto anche come “sudtirolese”, il mazzo salisburghese viene indicato anche come “Einfachdeutsch(“tedesche a figura intera”), per distinguerle da quelle bavaresi, a figure doppie. È formato da 36 carte nelle versioni diffuse oltralpe e 40 carte in quella stampata e utilizzata oggi in Italia. I semi sono quattro: cuori (herz), sonagli o palle (schellen), ghiande (eichel) e foglie; quest’ultimo viene chiamato, in tedesco, con molti nomi diversi, tra i quali laub (foglia), gras (erba), grün (verde), schippen (pala) o pik (picche). Ogni seme conta dieci carte; di queste, tre sono figure, ossia il fante minore o sottufficiale (Uber), il fante maggiore o ufficiale (Ober) e il re, rappresentati a figura intera. Le numerali, invece, vanno dal 2 (daus) al 9, ma mancano l’asso, il 3 e il 4. Dal punto di vista iconografico, si tratta di carte molto colorate, dai toni sgargianti (soprattutto verde, rosso e giallo), e ricche di dettagli, non solo nella caratterizzazione delle figure. Il mazzo salisburghese, infatti, presenta molte carte peculiari:

  • Il 6 di sonagli, chiamato “Weli” in quanto contrassegnato dall’omonima scritta; in alcuni giochi funge da “matta”. Tra le due file di sonagli figurano anche i simboli di altri due semi, un cuore e una ghianda;
  • L’Ober di cuori: indossa un cappello a due punte ed è raffigurato nell’atto di sguainare la spada;
  • I re sono rappresentati assisi sul trono; ai piedi di quello di campanelli si trova lo stemma di Salisburgo (un castello turrito con il portone aperto);
  • Nel daus di ghiande è raffigurato Bacco a cavalcioni su una botte, immagine ereditata da un mazzo ungherese (di Sopron o di Ödenburg) scomparso nell’Ottocento;
  • Nel daus di foglie, invece, figurano un unicorno, un cervo e un’aquila.

Giochi con le carte salzburger

Le carte salisburghesi possono essere utilizzate per svariati giochi tipici regionali. Uno di questo è il Watten (in Ladinia viene chiamato “batadù” o “baten”), vagamente assimilabile alla Briscola; molto popolare in Alto Adige, si gioca solitamente in quattro con un mazzo da 33 carte. Il mazziere distribuisce cinque carte coperte a ciascun giocatore; quello alla sua sinistra – dopo aver visto le carte – sceglie un valore (Schlag), poi il mazziere fa altrettanto, individuando un seme (simile a quello di Briscola) che viene denominato Triumpf (“trionfo”). Giocatore e mazziere fissano così il valore e il seme che prevalgono in quella mano, ad insaputa degli altri giocatori. A questo punto, gli sfidanti calano le carte: la coppia che ha quelle migliori effettua la presa (Stich). La gerarchia delle carte è:

  • Guate (“buonissima”), la carta di maggior valore della mano e il seme chiamato dal mazziere;
  • Rechte (“buona”); non si chiama se il Gaute scelto è il Weli;
  • Le carte del valore chiamato all’inizio;
  • Le carte del seme scelto dal mazziere, in ordine decrescente;
  • Tutte le altre carte, in ordine decrescente.

L’obiettivo del gioco è totalizzare tre prese su cinque; in genere vince la coppia che raggiunge per prima i 18 punti.

Gli altri giochi praticabili con le carte salzburger sono lo Jass e la Bazzica. Il primo ha origini molto antiche, somiglia al Tressette e si gioca con un mazzo da 36; il secondo, invece, si sviluppa in due fasi, mescolando le regole di presa della Briscola e del Tressette.

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