Spider solitario, come si gioca

Spider è un popolare solitario che si gioca con le carte francesi, e si basa su presupposti non troppo diversi da quelli che caratterizzano molti altri giochi dello stesso tipo. È possibile giocarvi anche online, utilizzando app per solitario online come quella di Digitalmoka, così da fare pratica anche senza avere a disposizione un tavolo e un paio di mazzi di carte.

Regole Spider

Il solitario Spider si gioca con due mazzi di carte francesi privati dei jolly (alcune varianti, invece, prevedono la possibilità di utilizzare tre o quattro mazzi). Nella versione più semplice del gioco, le carte vengono considerate come fossero tutte di uno stesso seme, per evitare di scartare quelle degli altri semi e, di conseguenza, ricorrere a otto mazzi diversi per avere le 104 carte necessarie per giocare. Le varianti più complesse dello spider distinguono due o quattro semi diversi, così da aumentare il coefficiente di difficoltà del solitario. In linea di massima, però, le regole di base sono le stesse, a prescindere da quanti semi si decida di considerare o dal numero di mazzi utilizzati. Vediamo quindi come si svolge il gioco, a partire dalla distribuzione delle carte sul tavolo. Con un primo mazzo, il giocatore deve creare dieci colonne di carte coperte; le prime due conteranno quindi sei carte ciascuna, mentre le altre cinque. Per randomizzare ulteriormente le carte, la costruzione delle pile all’interno delle colonne può essere effettuata una carta per volta. Il secondo mazzo di carte, invece, viene disposto – con le carte coperte – a lato del tableau, per poi essere utilizzato durante lo svolgimento del solitario. Fatto ciò, per dare effettivamente inizio al gioco bisogna scoprire ciascuna delle carte che si trovano in cima ad ogni pila. Per comprendere lo sviluppo successivo del gioco, bisogna tener presente qual è l’obiettivo del solitario: completare otto basi creando scale decrescenti a partire dal Re (K). In questo lo Spider ricorda molto da vicino altri solitari come, ad esempio, il Canfield o il Klondike. La costruzione delle basi avviene mediante gli spostamenti delle carte scoperte di ogni pila; ogni carta può essere spostata solo per creare una scala decrescente. Ciò vuol dire, da un punto di vista pratico, che se sono ‘scoperte’ un 6 e un 7, il giocatore potrà effettuare una sola mossa: collocare il 6 sotto il 7, e non viceversa. Dopo aver scoperto la prima carta di ogni pila, è possibile spostare subito i Re all’interno delle basi; non si tratta di una mossa obbligatoria ed è bene valutarne l’opportunità in base alla disposizione delle altre carte. Successivamente, il giocatore può cominciare a spostare le carte scoperte tra le diverse pile; per quanto riguarda questo passaggio, le possibilità di azione del giocatore cambiano a seconda del numero di semi scelto per giocare:
  • Un solo seme: le carte sono tutte ‘uguali’, ovvero come fossero tutte dello stesso seme; di conseguenza, un 7 di quadri può essere collocato sotto un 8 di cuori, oppure un 4 di picche può essere spostato sotto un 5 di fiori. In sintesi, conta solo il valore numerale;
  • Due semi (due colori): in tal caso, si possono accoppiare tra loro le carte ‘nere’ (picche e fiori) oppure quelle ‘rosse’ (cuori e quadri) ma non è possibile creare scale miste con carte rosse e nere;
  • Quattro semi: le carte possono essere collocate solo con quelle del seme di appartenenza. Si tratta della versione più complessa del gioco, dal momento che le mosse a disposizione del giocatore sono maggiormente vincolate.
In generale, le regole dello Spider consentono di muovere tanto la singola carta quanto una scala intera, rispettando sempre il principio della progressione decrescente. Esempio: una scala dal 6 al 3 potrà essere legata soltanto ad una scala la cui carta più bassa è un 7; a differenza di altri solitari, non c’è bisogno di ‘ribaltare’ la scala per riposizionarla in un’altra pila all’interno del tableau. Il Re, invece, essendo la carta di valore più alto, non può essere legato ad alcuna scala ma è possibile spostarlo in una pila rimasta vuota. Quando il giocatore non ha più modo di spostare le carte tra le pile o dalle pile verso le basi, può attingere al secondo mazzo, che funge da ‘riserva’. Questa mossa è possibile solo se non si hanno pile vuote; in caso contrario, il giocatore non può attingere dal tallone della riserva, ma è obbligato a fare prima un’altra mossa (spostare una carta scoperta nella colonna rimasta vuota).

Punteggio Spider

Il gioco Spider, essendo un solitario, non prevede alcun tipo di punteggio e può concludersi soltanto in due modi:
  • Il giocatore completa tutte e otto le basi, svuotando anche il tallone della riserva; in tal caso, il solitario è risolto;
  • Il giocatore non può più fare alcuno spostamento e non ha completato le base: il solitario non è riuscito.

Trucchi per Spider

Come molti altri solitari ‘strutturati’, lo Spider bilancia l’elemento aleatorio con una componente di carattere strategico. In particolare, per aumentare le propria chance di risolvere il gioco, il giocatore deve valutare attentamente ogni spostamento, cercando la combinazione che gli consenta di svuotare le pile e liberare quante più colonne è possibile. In tal modo, avrà buon gioco nel provare a smistare anche tutte le carte presenti nel tallone di riserva. In linea di principio, gli spostamenti dovrebbero essere sempre fatti in modo tale da lasciare un ampio margine di ‘manovra’. A tale scopo, soprattutto dopo aver svuotata una colonna, è consigliabile spostare per prime le scale che partono da carte alte; l’ideale sarebbe ricollocare negli ‘slot’ vacanti i Re o le scale attaccate al Re poiché, statisticamente, offrono maggiori possibilità di collocare altre carte. Scale originate da carte basse (esempio: 3, 2 e Asso) sono piuttosto limitanti, poiché all’Asso non si può legare alcuna carta; pertanto, è preferibile lasciarle in sede, tenendo conto di come una sequenza del genere rappresenti il completamento di una base e sarà quindi spostata per ultima dal tableau. Questo principio è applicabile a qualsiasi variante del solitario, da quella a seme singolo a quella che prevede la distinzione tra tutti e quattro i semi del mazzo.

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