Traversone: regole del tressette a perdere

Assieme alla Scopa e alla Briscola, il Tressette rappresenta un grande ‘classico’ dei giochi di carte italiani; non stupisce, quindi, come sia largamente diffuso in tutta la Penisola, non solo nella sua versione tradizionale ma anche sotto forma di numerose varianti locali più o meno codificate. Tra queste, una delle più conosciute è certamente il “Traversone”, chiamato anche “Ciapa no” (nel milanese), “Ass’e mazzo” (ossia ‘asso di mazzo’, in dialetto napoletano), “Rovescino”, “Tressette a perdere” e “Tressette a non prendere”.

Scopo del gioco

Come si può intuire da alcune denominazioni locali o alternative, lo scopo del Traversone è totalizzare il punteggio più basso, anziché il più alto. Ragion per cui, ad inizio partita viene fissato un punteggio limite, che può essere 21, 31, 41 o 100; in alternativa, si stabilisce un numero massimo di smazzate, raggiunto il quale si calcola il punteggio di ciascun giocatore (o squadra) e chi ha quello più basso si aggiudica la vittoria. Qualora venga fissato un punteggio limite, è necessario poi stabilire se la partita si conclude quando un giocatore ‘sballa’, ossia supera la soglia di punti prefissata inizialmente, oppure procedere per eliminazione fin quando non resta in gara un solo giocatore, al quale viene poi riconosciuta la vittoria.

Regole del gioco

Nonostante l’obiettivo del gioco sia diverso, il Traversone presenta regole molto simile a quelle del Tressette tradizionale. Si gioca con un qualsiasi mazzo regionale da 40 carte; il numero di giocatori può variare da un minimo di 2 ad un massimo di 8, con la differenza che non si formano squadre, ma ciascuno gioca contro tutti gli altri. Anche la gerarchia delle carte ricalca quella in vigore nel Tressette: il 3 è la carta di valore più alto, seguono il 2, l’Asso, il Re, il Cavallo, il Fante (o la Donna, in base al mazzo regionale utilizzato), il 7, il 6, il 5 e il 4. Per quanto concerne il valore delle stesse, l’Asso vale un punto, il 2, il 3 e le figure valgono 1/3 di punto mentre le altre sono scartine e non valgono nulla, fatta eccezione per l’Asso di bastoni (o di fiori, in base al mazzo utilizzato), al quale viene riconosciuto un valore di 11 punti, a differenza del Tressette. Di conseguenza, per ogni smazzata è possibile totalizzare 21 punti: 11 di mazzo (1 per ogni Asso, 1/3 per ogni figura, 2 o 3, 1 punto per chi effettua l’ultima presa) e altrettanti per chi riesce a prendere l’Asso di bastoni o di bastoni. Inoltre, nel Traversone non sono previsti gli ‘accusi’. Il gioco si svolge poi come segue: il mazziere mescola le carte e ne distribuisce (solitamente in senso antiorario) cinque coperte ad ogni giocatore; se la partita è giocata in tre, dal mazzo va tolto un 4 (di solito è quello di coppe) mentre se si gioca in sei, vanno tolti tutti i 4. Il giocatore alla destra del mazziere è il primo ‘di mano’, ossia tocca a lui effettuare la prima giocata; come nel Tressette tradizionale, gli altri giocatori devono rispondere alla carta calata dal primo di mano con una dello stesso seme (o ‘palo’). Nel caso in cui non si abbia in mano neanche una carta dello stesso seme, è possibile giocare una carta di seme diverso. Anche il meccanismo di presa è identico a quello del Tressette: al termine della mano, il giocatore che ha calato la carta più alta (in base alla gerarchia di valore) del seme giocato per primo si aggiudica tutte le carte presenti sul tavolo. Al termine di ogni smazzata, ogni giocatore dichiara il punteggio totalizzato, tranne l’ultimo ad effettuare la presa. Il suo punteggio, infatti, viene calcolato sottraendo da 21 i punti realizzati dagli altri giocatori. In aggiunta, se al termine di una smazzata, l’ultimo giocatore ad effettuare la presa totalizza tutti i 21 punti previsti (si dice, in gergo, che ha fatto una “sola” o una “volata”) ha due possibilità:
  • Se ha totalizzato meno di 21 punti – senza contare l’ultima presa – a ciascuno degli altri giocatori vengono assegnati 21 punti;
  • Se, di contro, ha totalizzato più di 21 punti, escludendo quelli guadagnati con l’ultima presa, può sottrarli al proprio punteggio e assegnarli agli altri giocatori.

Varianti regionali del Traversone

A livello regionale sono diffuse diverse varianti del Traversone; tra i giochi con carte napoletane c’è l’“asso di mazzo (“Ass’e mazz”, in dialetto partenopeo), una versione diffusa soprattutto in Campania; non a caso, pare che la “sola” sia stata inventata ad Ischia, dove il gioco (chiamato anche “Tressette ca’ sola”) è ancora molto popolare. In questa variante regionale del Traversone, l’asso di bastoni (ovvero, l’asso di mazzo) viene chiamato in diversi modi: “friariellone”, “aglietiello”, “fravaglio” o “bambiniello”. Il “Ciapa no” (o “Mallardo”), invece, è una variante a tre giocatori molto comune nel milanese; si utilizza un mazzo italiano da 40 carte, senza scartare alcun 4. Di conseguenza, due giocatori avranno in mano 13 carte mentre uno solo ne avrà 14; questi ne deve quindi passare una coperta al giocatore alla sua destra. Allo stesso modo, chi riceve la carta ‘extra’ ne passa una coperta al mazziere; questi, a sua volta, ne scarta una e la lascia coperta sul tavolo: l’ultimo giocatore ad effettuare una presa si aggiudica anche la carta messa da parte. La variante lucana, infine, prevede la possibilità di scartare delle carte coperte (da aggiungere agli scarti dell’ultima presa), nel caso in cui non tutti i giocatori abbiano ricevuto lo stesso numero di carte.

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