Briscola scoperta, come si gioca

La Briscola è uno dei giochi di carte di noti e praticati in Italia, non solo nella versione tradizionale ma anche nelle numerose varianti esistenti. Una delle più originali è certamente rappresentata dalla “Briscola a carte scoperte”; com’è facile intuire, l’unica differenza rispetto alla versione più comune del gioco (disponibile anche in versione briscola online con l’app di Digitalmoka) è rappresentata dal fatto di giocare con le carte scoperte. Di seguito, vediamo tutto quanto c’è da sapere in merito, dalle regole di base alle strategie da adottare.

Storia della Briscola scoperta

Si sa ben poco in merito alla storia della Briscola a carte scoperte, così come le origini della Briscola tradizionale non sono ancora del tutto chiare. Quel che è certo, è che quest’ultima è chiaramente correlata alla Brusquembille, un gioco inventato durante la Rivoluzione Francese, benché la relazione tra i due giochi non sia particolarmente chiara. In aggiunta, il termine “briscola” deriverebbe dal “brisque” (“gallone” in francese) che, a sua volta, comparve alla fine del Settecento in Francia per indicare un gioco noto anche come “Briscan”, affine alla “Bezique”, ossia la Bazzica. Per questo, generalmente si considera la Briscola come un gioco di origine europea (anche perché la gerarchia delle carte è piuttosto inusuale per i giochi italiani); secondo alcune ipotesti, il gioco sarebbe stato inventato in Francia. Altri, invece, sostengono che abbia origini olandesi, poiché sarebbe stato il passatempo dei marinai durante i lunghi viaggi in nave per raggiungere le colonie nelle Indie. Per quanto riguarda, nello specifico, la Briscola in Italia, è certo che la prima attestazione del nome risalga al 1828 e che il primo trattato sul gioco sia stato pubblicato appena sessant’anni dopo, nel 1888. Qualche anno più tardi si ha anche una delle più antiche, se non la prima, citazione della Briscola scoperta, presente in un opuscolo risalente al 1895 (“Prime avvisaglie incruente fra un soldato papalino e un disertore dello stesso esercito, ma di reggimento diverso”) in cui si menzionauna partita di briscola giuocata a carte scoperte fra D. Enrico Faralli e l’ex-padre Pio da Castiglione cappuccino”.

Quali sono le regole

Le regole della Briscola a carte scoperte sono le stesse della versione classica, sia per quanto riguarda la gerarchia del valore delle singole carte sia per le modalità di presa; anche il calcolo del punteggio rimane invariato. La Briscola scoperta presenta, però, due principali differenze:
  • Ad inizio partita, il mazziere distribuisce ad ogni giocatore tre carte scoperte;
  • La prima carta del tallone è anch’essa scoperta.
Per il resto, il gioco si sviluppa in maniera identica alla Briscola tradizionale. I valori assegnati alle singole carte sono i seguenti:
  • L’Asso vale undici punti;
  • Il 3 vale dieci punti;
  • Il Re vale quattro punti;
  • Il Cavaliere vale tre punti;
  • La Donna (o il Fante, a seconda del mazzo utilizzato) vale due punti;
  • Il 2, il 4, il 5, il 6 e il 7 non hanno valore, e per questo vengono chiamate “scartine” o “lisci”.
Come detto, nella Briscola a carte scoperte anche le regole di presa non cambiano rispetto alla versione tradizionale del gioco; di conseguenza è possibile prendere solo carte dello stesso seme, giocandone una di valore numerale più alto o calando uno degli onori. Esempio: con un 5 è possibile prendere il 2 e il 4, con un 3 è possibile prendere tutte le altre carte dello stesso seme tranne l’Asso (poiché è la carta di valore più alto). Fanno parziale eccezione le carte del seme di briscola (incluse i “lisci”), poiché hanno potere di presa su tutte le altre carte, tranne su quelle del seme di briscola con valore (anche numerale) più elevato. Esempio: se il seme di briscola è denari, con un 4 sarà possibile prendere qualsiasi altra carta di un altro seme, ma non quelle di denari con valore superiore (ossia il 5, il 6, il 7, le figure, il 3 e l’Asso). Nel caso in cui un giocatore risponda alla giocata del proprio avversario con una carta di seme diverso (e non di briscola), la presa va al giocatore che ha giocato per primo. Questa regola vale sempre, a prescindere dal valore delle carte. Esempio (con coppe seme di briscola): Giocatore A cala un 5 di spade, Giocatore B risponde con un 3 di bastoni. Nonostante quest’ultima abbia un valore maggiore (10 punti), non essendo né del seme della carta sul tavolo (spade) né di quello di briscola (coppe), non consente la presa al Giocatore B e il Giocatore A totalizza 10 punti. Anche nella Briscola a carte scoperte vince la mano il giocatore (o la squadra) che totalizza più della metà dei punti di mazzo (almeno 61 su 120) mentre la partita viene aggiudicata a chi mette a segno per primo 120 punti.

Briscola scoperta

Il fatto di giocare con le carte scoperte rende la Briscola scoperta molto più difficile di quanto non si possa pensare; il gioco, infatti, richiede una maggiore strategia, dal momento che il vantaggio di poter vedere le carte dell’avversario (o degli avversari) viene neutralizzato dall’handicap di mostrare le proprie. Una buona strategia di gioco deve tenere in conto non soltanto questo aspetto, ma anche la possibilità di conoscere in anticipo qual è la carta che verrà presa dal tallone dopo la giocata. Questo aspetto è completamente assente nella Briscola tradizionale, nella quale i giocatori non sanno mai quale carta uscirà da tallone, fatta eccezione per l’ultima (quella che segna il seme di briscola). Ciò può influenzare notevolmente la tattica di gioco; nel caso, in cui, ad esempio, la prima carta scoperta sul tallone sia uno degli onori maggiori del seme di briscola (quindi un Asso o un 3), il giocatore di mano proverà a realizzare una presa per accaparrarsela. Di contro, se la carta sopra il tallone è una dei “lisci”, nessuno dei giocatori avrà particolare intenzione di realizzare una presa (a meno che non sia una carta del seme di briscola), al punto da poter valutare la possibilità di sacrificare una carta di medio valore (magari una figura), così da lasciare la presa – e la scartina – all’avversario.

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