Le carte regionali italiane maggiormente diffuse!

Le carte Napoletane sono carte in stile spagnolo (come le Piacentine, Romagnole, Siciliane e Sarde). I semi spagnoli si caratterizzano per i bastoni in forma di tronchi o randelli e le spade più corte e dritte con figura intera, tranne che le piacentine di “tipo moderno” (dopo il 1950).
Sono le carte italiane più diffuse, utilizzate nella maggior parte del sud d’Italia.

Le carte Napoletane sono enormemente utilizzate per i giochi di carte italiani più tradizionali tra cui Scopa, Briscola, Tressette e Asso Piglia Tutto. Sono impiegate anche nella cartomanzia che attribuisce un significato specifico ad ognuna della 40 carte che compongono il mazzo. Il seme di bastoni si riferisce al lavoro e alle cose materiali, il seme di coppe riguarda l’amore e i sentimenti, i denari hanno a che fare con l’ambito economico e professionale ed infine le spade sono correlate alle difficoltà quotidiane.

Notevolmente difficile individuarne l’origine, alcuni pensano risalga al X secolo quando in Cina ci fu l’invenzione della carta. Il merito della attuale fama di cui godono le carte moderne è però certamente da attribuirsi agli arabi e alla loro leggendaria abilità nel commercio. L’occupazione araba della Spagna esercitò sui costumi del Paese una notevole influenza tanto che Barcellona nel 1377 fu la prima città produttrice della carte da gioco moderne.

Attraverso gli spagnoli le carte giunsero fino a Napoli dove la parola “carta da gioco” fece la sua prima comparsa nel 1577. Si stima che all’epoca venissero prodotte nel Regno di Napoli ben 58.000 carte l’anno, di cui 42.000 vendute nella capitale del regno.

In Italia le carte divennero una vera e propria forma d’arte e i produttori godevano di altissima considerazione. I disegni venivano solitamente trasmessi di padre in figlio.